
E Google? Si narra che il venture capitalist che ne rese possibile la nascita abbia staccato un assegno di 100.000 dollari intestato a "Google Inc." prim'ancora che un azienda con questo nome fosse fondata ed esistesse davvero!O vogliamo ricordare la regola d'oro dell'epoca pre-bolla di internet: "investire su decine di startups perché, di certo, tra tante che avrebbero chiuso, le due-tre di successo avrebbero ampiamente ripagato dell'investimento".
Venture Capital, appunto, quindi capitale "di rischio". Ma c'è ancora qualche Venture Capital che vuole "rischiare" in America? E, soprattutto, ci sono dei Venture Capital IN ITALIA disposti DAVVERO a rischiare SOLO su un idea?
Beh, a giudicare dal numero di brillanti tecnici e ricercatori che lavorano nei sotterranei delle università per 1000 euro al mese e che, invariabilmente, sono costretti a fuggire all'estero per realizzare i loro progetti, la risposta sembrerebbe essere "NO". Ed anche la mia esperienza personale (di "sviluppatore di idee innovative in cerca di fondi per realizzarle") conferma questa impressione. Insomma, in Italia, ciò che avviene ogni giorno intorno al MIT o alla Stanford University, sembra essere oggi (e chissà per quanti decenni ancora) SOLO pura fantascienza!
Leggendo una directory di Venture Capital americani, ho notato, curiosamente, che molti di loro NON HANNO un indirizzo email sul loro sito ma solo l'indirizzo "fisico" dove, evidentemente, bisogna recarsi personalmente per esporre il proprio progetto.
Qualche tempo fa, ho anche provato (ingenuamente?) a proporre una mia idea riguardante il progetto di una NewSpaceAgency a diverse decine di "investitori di rischio" americani, pensando (o illudendomi?) di trovarne almeno UNO disposto a finanziarla... ma, di tutti quelli ai quali ho scritto, neanche uno mi ha risposto... così, anche solo per un gesto di cortesia. Non solo, ma, a giudicare dal Log delle visite sul sito, su 50 e più Venture Capital contattati, forse solo due o tre hanno visitato la pagina di presentazione della mia idea!
Ed allora, dov'è il famoso "capitale di rischio" se la maggior parte di loro non rischia neache di perdere qualche minuto per rispondere alle email o dare uno sguardo a ciò che gli si offre? O forse bisogna (prima) aver fondato Twitter o Facebook per avere la loro attenzione... e i loro soldi?
Quindi, la ragione principale di questo blog (forse il PRIMO ed UNICO in Italia o uno dei pochissimi sull'argomento) è quella di CAPIRE IO STESSO se il venture capital esiste davvero (nel mondo, ma, soprattutto, in Italia) e come funziona, per, poi, descrivere qui la mia esperienza affinché sia utile a tante altre persone che, in Italia, hanno delle idee innovative e cercanoqualcuno che fornisca loro i fondi necessari per trasformarle in realtà, anche "rischiando" di perderli se la startup non ha successo.
[update] Un lettore di downloadblog.it mi ha fatto notare che la traduzione corretta di "Venture Capital" non è "capitale di rischio" ma "capitale di ventura", ebbene, nonostante sia d’accordo con lui, non ho intenzione di modificare il post perché la mia è anche una “provocazione”, un pò come dire... “c’è in ITALIA qualcuno disposto a RISCHIARE dei soldi (come, qualche volta, accade in America) in nuove idee e nuovi progetti (di chiunque, non solo i miei) oppure vi chiamate “di ventura” ma poi investite solo sul sicuro?”.
19 novembre 2009
























