DIRE o NON dire?

"That is the question" direbbe Amleto... infatti le domande e i dubbi sul "cosa dire", il "quanto dire" e "a chi dire" della propria idea, e se ad uno o a molti potenziali finanziatori, è il VERO problema, il principe dei problemi, il problema numero 1, il problema dei problemi, la madre di tutti i problemi, il problema più complesso da risolvere e (nella mia esperienza) praticamente IRRISOLVIBILE (o quasi).

Da un lato, chi ha (o ritiene di avere) una buona idea (e le idee hanno SEMPRE un valore, anche molto elevato, perché è SEMPRE dalle buone idee che nascono i grandi progetti) non vuole, non può (e non gli conviene) rivelarla a mezzo mondo, specie se si tratta di un idea che non si può brevettare (ammesso che il brevetto sia sempre e davvero una solida protezione per un idea) perché, una qualsiasi delle persone alle quali la rivela, potrebbe, poi, "utilizzarla liberamente" (per usare un eufemismo...) senza dargli un centesimo!

Dall'altro lato, chi deve (e magari vuole davvero) investire centinaia di migliaia o milioni di dollari o di euro, non può certo farlo "a scatola chiusa" (come recitava il mitico slogan della Arrigoni) ma dovrà pur vedere qualcosa per capire dove va a mettere i suoi soldi e, soprattutto, se i soldi investiti hanno qualche probabilità di ritornare indietro insieme ad un buon utile.

Come è evidente, le due esigenze sono quasi totalmente inconciliabili ed anche l'unico sistema (molto blando) per conciliare le due cose, ovvero, far firmare alla/e azienda/e a cui si rivela un idea un "Non-Disclosure Agreement" (sarebbe un impegno scritto, valido legalmente, a non utilizzare né fa sapere ad altri l'idea che si sta per rivelare) serve a poco o a niente se, chi rivela l'idea, non è una grande azienda con fondi sufficienti a pagare gli avvocati nelle cause (magari da intentare in più nazioni) contro l'azienda che non ha rispettato l'accordo sottoscritto.

E non molto migliori sono altri tipi di protezione della paternità dell'idea (brevetto, deposito alla SIAE o presso un notaio, conservare una descrizione dell'idea in busta chiusa, timbrata alle Poste, per avere la data certa, o alcuni servizi simili offerti online) se poi non si è in grado di realizzare l'idea, oppure di difenderla sul piano legale, se, una delle aziende alle quali viene proposta e rivelata, la realizza senza pagarla.

Se poi qualcuno di voi pensa di proporre un idea non proteggibile (o non protetta) in alcun modo "SOLO" a GRANDISSIME e prestigiose aziende tipo Google o aziende simili di altri settori, pensando o credendo (sempre nel caso LEGGANO la mail con l'idea, senza cestinarla subito...) che "un azienda di tali dimensioni e prestigio non si comporterebbe mai in modo scorretto per così poco" oppure che "tanto, nel caso si dovesse comportare male, la spu**ano su centinaia di forum e blog di tutto il mondo, facendo sapere a tutti cosa hanno fatto", ebbene, non si illuda più di tanto (anzi, non si illuda affatto!) perché, ad aziende che fatturano miliardi di dollari, di voi e delle vostre proteste, non gliene frega assolutamente nulla!

Questo posso assicurarvelo per esperienza DIRETTA, fatta (ad esempio) con la mia idea di FAST-SLV oppure con quella di Moonrovers Prize Competition, proposta per email a Google e ad altre aziende e poi diventata (appena 20 mesi dopo) il (molto simile, per non dire IDENTICO) Google Lunar X Prize... oppure (giusto per non buttarla sempre sul personale) potete leggere cosa è successo agli ideatori del servizio web Reframe It.

E allora, cosa fare?

Beh, non è facile, ma neanche impossibile, diciamo che "ci si può provare" (e a molti è anche riuscito) ma, per farlo, occorre seguire alcune regole ed adottare delle "precauzioni" (no, non basta un profilattico...) e questo sarà l'argomento di altri post.

22 novembre 2009

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