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Cercando sul web
Alcuni mesi fa, quando ho inziato ad interessarmi al Venture Capital in Italia, l'ho fatto con molto scetticismo ed anche un pò di pigrizia, dando per scontato che in Italia "queste cose" (come tante altre, purtroppo) "non possono esistere", o che, se ci sono, "si tratta certamente di fenomeni marginali, destinati ad aziende già grandi, senza vera capacità di rischiare" e così via...
Poi, cercando meglio (anche in previsione dell'apertura di questo blog) qualcosa ho trovato, anche nei segmenti seed ed early stage che sono quelli di mio maggiore e personale interesse oltre che per il target di lettori, utenti e potenziali imprenditori a cui si rivolge questo blog.
E, cercando, ho trovato, tra gli altri, la Italian Angels for Growth di Milano, il cui scopo è (cito testualmente dalla home page del loro sito) di "promuovere l’imprenditorialità come motore di crescita economica e strumento di democrazia nel nostro paese".
Come indicato nel "chi siamo" del sito, la IAG conta oggi circa 50 soci (più dettagliatamente elencati nelle sezioni dei "Soci Fondatori" e dei "Soci Ordinari") e la sua mission è... "di finanziare progetti industriali in early stage che presentano un alto contenuto di innovazione e potenziale di successo".
I propositi vagamente "filantropici" della IAG non devono però fare pensare che sia "più facile" ottenere dei fondi per il proprio progetto, perché, è possibile inviare le proprie idee (leggere bene il disclaimer prima di inviarle) ma, queste, devono rispondere a numerosi e seri criteri per avere qualche possibilità di essere finanziate.
E, proprio dalla lettura della documentazione richiesta per la valutazione del progetto, mi sembra di capire che, in qualche modo, chi si propone per un finanziamento deve aver già avviato l'attività ed avere dei primi risultati da mostrare, in modo da poter capire quali siano le sue reali potenzialità, quindi, sembrerebbe esclusa la possibilità di proporre solo delle idee "nude e crude".
Ciò viene largamente confermato dalla lettura della pagina sugli investment focus e soprattutto dal portfolio della IAG che descrive solo 3 aziende già finanziate ed attive ma tutte "toste" dal punto di vista dei settori scelti per il finanziamento (la sicurezza informatica, la ricerca biologica ed il settore medicale) e dei risultati già raggiunti (e quindi, richiesti) dalle tre aziende descritte, insomma, progetti del tipo "sito di loghi e suonerie", sembrerebbero completamente esclusi da qualsiasi possibilità di essere presi in considerazione... :-)
Sorprende, però, il fatto che, un associazione con tanti soci, e che esiste da quasi 3 anni, non abbia finanziato un numero maggiore di aziende, oltre alle tre indicate nel portfolio presente sul sito, salvo non si tratti solo delle più importanti o di esempi scelti per descrivere il tipo di aziende e settori finanziati, ma potrebbe anche dipendere dal modus operandi della IAG che esamina solo 2/4 progetti per riunione, tenendo solo 4/6 riunioni all'anno.
C'è poi da tener presente la modalità un pò "all'americana" nella presentazione dei progetti: "l’imprenditore ha 15 minuti per presentare il proprio progetto e 15 minuti per rispondere a domande da parte dei soci" (ma, suppongo, che, nella realtà, questo sistema di valutazione "un pò frettoloso" non sia applicato alla lettera).
5 gennaio 2010
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