Fare soldi SENZA soldi

Le startup, anche se finanziate da venture capital, sono sostanzialmente identiche alle nuove aziende, finanziate nei modi tradizionali, e (specie da quando esistono i business "virtuali" di internet) si dividono in due categorie: le aziende che potremmo definire "hardware intensive" (che richiedono sedi, macchinari, arredamenti da ufficio, veicoli per il trasporto merci, ecc. per sviluppare e vendere prodotti materiali) e le aziende "software intensive", dove, per "software" non si intendono tanto i programmi per computer ma le idee, il know-how, l'esperienza delle persone che ci lavorano e, soprattutto, i prodotti "digitali" (ed immateriali) sviluppati e venduti, che, quindi, non hanno bisogno di molto "hardware" (macchinari, depositi, veicoli) per essere prodotti e distribuiti nel mondo.

E' evidente che le due tipologie di azienda richiedono mezzi finanziari ben diversi, l'azienda "hardware intensive" richiede centinaia di migliaia o milioni di euro solo per creare la struttura e sviluppare i prodotti, ed ancor più per realizzarli, mentre, l'azienda "digitale" può richiedere anche solo qualche decina di migliaia di euro per iniziare ed avere bisogno di finanziamenti maggiori solo per espandersi, in genere per acquistare più server e connettività.

Naturalmente, chi dispone dei fondi necessari o ha chi glieli presta o possiede dei beni da dare in garanzia ad una banca per un prestito o un fido può realizzare subito il suo progetto, ma, evidentemente, non è questo il target di questo blog, né, soprattutto, di questo articolo, chiaramente rivolto ha chi non ha i mezzi per creare la startup.

Infatti, data l'estrema difficoltà (descritta in altri articoli del blog) di trovare qualcuno disposto a finanziare una semplice "idea" (oltre a tutti i problemi legati alla protezione dell'idea) è essenziale riuscire a realizzare una Beta del proprio progetto o servizio web, così da mostrarne le funzionalità e le potenzialità a dei potenziali investitori, come le aziende di Venture Capital, in grado di fornire i mezzi per passare dal "garage" ad un azienda globale.

Ebbene, a parte alcuni Angel Investor, che finanziano startup anche molto piccole (e di cui parlerò in un prossimo articolo) il "prestito tra persone" (però, ancora agli inizi in Italia) e i servizi di donazione a progetto (che possono offrire solo una speranza di trovare dei finanziatori, ma NON la certezza) un altra possibile strada per ricavare i fondi necessari per iniziare la propria attività, è quella di "fare soldi senza soldi" utilizzando le opportunità (mai esistite prima) rese possibili da internet.

Mi riferisco (soprattutto, ma non solo) a quei servizi tipo CafePress, che permettono di aprire un negozio virtuale sul loro sito e di creare (e vendere) centinaia di prodotti, dall'abbigliamento ai gadgets (ma anche libri, CD, ecc.) senza dover spendere un centesimo, perché, della produzione "on demand" degli oggetti e della loro spedizione, si occupa CafePress, che, poi, pagherà al "gestore virtuale" del negozio una somma, stabilita dallo stesso utente per ogni oggetto in vendita.

Se si decide di tentare questa strada per realizzare il capitale necessario ad avviare la propria startup (o anche di fare di questi "negozi virtuali" LA propria azienda, come già fatto, da molti, anche su eBay) ci sono varie cose da tenere ben presenti, sia, in generale, su questi servizi, sia, in particolare su CafePress.

Poche, invero, su quest'ultima che mi sembra (ed è ritenuta da tutti) un azienda seria ed affidabile, però, occorre tenere presente, che, proprio le dimensioni di CafePress (con oltre 250 milioni di prodotti già creati dagli utenti, 2000 nuovi negozi virtuali aperti e 45.000 nuovi prodotti aggiunti ogni giorno) rende molto difficile, per ogni nuovo utente (specie se con pochi prodotti in catalogo) riuscire a "farsi notare" e, soprattutto, a VENDERE.

In effetti, il primo impatto è estremamente frustrante, perché ci si accorge che non basta registrarsi e creare un proprio negozio virtuale per essere (anche solo) "visitati" da qualcuno, ma occorre far conoscere il vostro negozio e quel che vende al di fuori di CafePress (ovunque possibile) il che, comunque, non vi garantisce lo stesso alcuna possibilità certa di guadagno, specie (a mio parere) nel prodotto "principe" di CafePress (e di altri servizi simili) che è la T-shirt, poiché, sia CafePress che il mondo intero, sono letteralmente invasi di T-shirts da rendere quasi impossibile far notare le vostre, senza considerare, che, la creatività di migliaia e migliaia di "professionisti della T-shirt" (grafici, pubblicitari, stilisti, ecc.) rende molto ma molto ardua l'impresa di creare "qualcosa di nuovo" in questo campo, specialmente da parte di un "creativo alle prime armi" senza sufficiente esperienza nella grafica.

continua                    

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