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Se l'Italia fosse l'America
Non c'è dubbio che l'Italia sia il miglior posto al mondo dove vivere (o almeno, lo è in alcune parti) e che l'Italia sia uno dei Paesi più amati e ammirati al mondo per la sua arte e la sua storia millenaria, oltre che, pur tra mille difficoltà, apprezzata per molti suoi prodotti, come la moda, l'arredamento, le auto, ecc. purtroppo, però, il resto del panorama commerciale, scientifico ed industriale italiano è in costante declino da anni, a volte in compagnia di altri Paesi europei e occidentali (nel qual caso "mal comune NON FA mezzo gaudio") altre volte con un primato negativo tutto nostro.
Ad esempio, sono oltre dieci anni che in Italia non si producono più computer, cellulari, TV e altri oggetti hi-tech, ma, mentre, ad esempio, in America, aziende come HP ed Apple, pur producendo quasi tutto in Cina, sono, l'una (HP) il produttore di computer numero 1 al mondo e l'altra (Apple) un azienda da 50 miliardi di dollari di fatturato annuo e con 40 miliardi di dollari CASH nelle sue casse (accumulati grazie al successo di prodotti esclusivi, come l'iPhone, l'iPod e, adesso, l'iPad) noi in Italia siamo SOLO importatori, rivenditori ed acquirenti di prodotti ideati, sviluppati e fabbricati altrove.
Pochi giorni fa, è accaduto un evento davvero rivoluzionario in America nel settore spaziale, con la decisione, da parte del nuovo presidente Barack Obama, di cancellare completamente il programma Constellation voluto da George Bush (per ritornare sulla luna entro il 2018) e sostituirlo con un programma di "commercial space" basato soprattutto su nuove aziende spaziali (dette "new.space") come SpaceX (creata dall'ex proprietario e co-fondatore di PayPal Elon Musk con il
ricavato della vendita di PayPal ad eBay) stanziando ben SEI MILIARDI DI DOLLARI nei prossimi cinque anni con l'obiettivo di sviluppare uno "space-taxi" commerciale per inviare astronauti e cargo alla stazione spaziale internazionale ISS.
Non solo, ma, alcuni anni fa, la NASA aveva già avviato un programma di "commercial space" (chiamato COTS) ed aveva anche assegnato ben 500 milioni di dollari (a cui si sono aggiunti altri 500 milioni di dollari stanziati da investitori privati) a due aziende (una delle quali era SpaceX) e l'anno scorso ha promesso alle stesse aziende altri 3,5 miliardi di dollari (di cui 1,6 miliardi di dollari alla SpaceX) se saranno in grado di trasportare, nei prossimi cinque-sei anni, con più lanci, circa 25 tonnellate complessive (ciascuna) di materiali e rifornimenti alla ISS senza considerare la preziosissima collaborazione tecnica fornita (gratuitamente) dalla NASA alle due aziende e persino la concessione alla SpaceX di lanciare (gratuitamente) i suoi nuovi razzi Falcon-9 (il primo tra qualche settimana) dalla mitica base spaziale di Cape Canaveral in Florida da dove sono partite le missioni Apollo ed oggi gli Shuttle!
E tutto questo, nonostante che, ad otto anni dalla sua fondazione, la SpaceX abbia lanciato soltanto cinque piccoli razzi Falcon-1 di cui solo due con successo e, solo uno di questi due, con un piccolo satellite
malese di 165 kg. regolarmente inserito in orbita.
Tra l'altro, con la presentazione del bilancio federale 2011, il presidente Obama, oltre a puntare sul "commercial space", ha anche stabilito che, lo sviluppo dei nuovi veicoli spaziali della NASA (compreso il razzo ad alta capacità HLV) dovrà
avvenire anche con la collaborazione di agenzie spaziali e aziende aerospaziali internazionali, quindi, oltre ad essere un momento estremamente favorevole per le aziende new.space, dovrebbe esserci spazio anche per aziende NON AMERICANE come
è avvenuto nel caso della Chrysler acquistata dalla FIAT.
E allora... "se l'Italia fosse l'America"... o almeno, SE fosse (ancora) il Paese degli innovatori e degli imprenditori coraggiosi (e disposti a rischiare) che era un tempo... sarebbero dovute nascere (o dovrebbero nascere) anche da noi (come accade in America) DECINE di aziende "new.space"... ed invece... NON CE N'E' NEANCHE UNA... e non solo in Italia, ma neanche in tutta Europa!!!
Per quanto ne so, IO sono L'UNICO in Italia ed in Europa a cercare di realizzare (già da due anni) un azienda "new space" non americana con la mia NewSpaceAgency, quindi, secondo logica, vi aspettereste che passi metà del mio tempo a rispondere a telefonate ed email di banche, aziende aerospaziali, venture capital, investitori privati ed istituzionali, ecc. ...ed invece (sì, avete indovinato!) fino ad oggi, TUTTI i miei tentativi di finanziare il progetto cercando Venture Capital, Sponsor e (da qualche settimana) Supporters volontari (tramite ChipIn e Kapipal) hanno avuto un esito pari a ZERO.
Certo... "se l'Italia fosse l'America"... anche l'America ATTUALE con tutti i suoi problemi economici e finanziari...
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